
Anche se non ci si vuole far caso, ma alla fine chi fa sempre da padrone alle nostre corse è il meteo, e mentre prima mi toccava parlare del freddo e della pioggia, ora mi tocca descrivere il caldo e l’afa che inevitabilmente condizionano la nostre gare.
Infatti quest’anno dobbiamo accettarlo così per forza, passando da 8 a 30 gradi con una disinvoltura pazzesca, che per quanto ci si impegni i nostri fisici non riescono ad accettare di buon grado, a volte mi domando dov’è finita la vecchia e cara primavera che ci dava quel clima piacevole che ci permetteva di abituarci al caldo gradatamente, vabbé facciamocene una ragione che tanto non abbiamo facoltà di intervento in proposito.
Così già accaldati alle 7e30 del mattino io e il babbo partiamo sulla mia trappolina, che ha sempre l’arma della capotte che si può aprire in caso di necessità, sicuramente al ritorno quando il sole sarà alto sfrutteremo questa possibilità, prendiamo la strada per Bardello dove si terrà la ‘Su e giò par Bardell’, già il nome presuppone una gara mossa, ma del resto sono veramente rare le tappe del Piede d’oro completamente piatte e ovviamente a me va bene così.
Arriviamo presto grazie anche al navigatore che non ho, ossia ho la strada stampata in testa dopo aver consultato le mappe su Google e come sempre a mano a mano che mi avvicino alla meta mi ricordo la strada visto che l’ho già fatta in passato, mi vengono anche in mente la location della gara e le salite del percorso alquanto insidiose, mi ricordo anche di aver sverniciato proprio in salita una persona alquanto competitiva che ora non menziono, che mi aveva incenerito con lo sguardo, caspita che brutto essere così, perché non era una sana competizione ma c’era un po’ di astio e non è nelle mie corde vivere questo sport con questo malsano agonismo.
A poco a poco si vedono facce conosciute, Mezzanesi e non, chi è già presente a fare il gruppo, chi arriva in moto e mi piazza tutti i bagagli sulla trappolina, chi arriva zoppo e la farà camminando, oggi c’è anche il nostro presidente, il tutto condito da un’afa pazzesca tanto che la voglia di scaldarsi prima della gara è davvero scarsa.
Così per passare un po’ di tempo Samu ci fa le consuete foto da mettere su FB, sappiamo già che la parte divertente sarà poi commentarle una volta che saranno pubblicate, ma visto che manca un quarto d’ora alla partenza forse è meglio comunque fare un minimo di riscaldamento, mentre Samuele, quello zoppo, parte piano piano perché ha intenzione appunto di fare il percorso camminando per non sforzare la caviglia malandata.
Con Liliana e Silvia abbozziamo a una corsetta, si vede lontano un miglio che tra tutte e tre siamo già bollite, ma cerchiamo di raccogliere le forze per affrontare al meglio la nostra fatica e ben presto veniamo richiamate all’ordine per posizionarci alla partenza, è buffo ma c’è sempre un signore che, con tono alquanto minaccioso, chiama a gran voce tutti i podisti e devo dire che la sua azione è alquanto efficace perché in men che non si dica siamo tutti schierati e pronti al via.
Lo sparo viene dato poco dopo, il primo tratto è in leggera salita e il primo km circa del percorso si snoda sulle strade asfaltate del paesino, un dentro e fuori giusto per sfoltire il gruppo, prima di riversarci, attraverso una ripida discesa, sulla pista ciclabile che contorna il lago di Varese che riconosco immediatamente, visto che quest’anno l’ho fatta un paio di volte in bici, che percorriamo solo per un breve tratto e da cui ci fanno defluire attraverso una salita corta ma abbastanza ripida, in cima alla quale hanno predisposto un tavolo con un ristoro, ottimo direi per bere un sorso d’acqua visto la calura.
Un breve tratto di prato, dopodiché ci troviamo nuovamente sulla strada asfaltata in leggera salita, curva a sinistra, ancora un tratto di sterrato ed eccoci sulla strada principale che va in salita un po’ più decisa, dove comincio a mietere qualche vittima, curva nuovamente a sinistra ed ecco che ci ritroviamo in un tratto di bosco dal fondo decisamente sconnesso e a tratti mosso.
Purtroppo è qui che si fa male Matteo, che vedo ai bordi del sentiero disteso a terra dolorante e subito intuisco che ha problemi alla caviglia, del resto quando ci sono i sassi è facile mettere male un piede ed è questo in genere il mio incubo e quello che mi induce sempre, specialmente in discesa, a rallentare il passo, il mio motto è che non devo vincere nulla che mi cambierà la vita, per cui preferisco preservare il preservabile, ma a volte, come nel caso di Matteo, incombe anche la sfortuna.
Mentre Stefano lo sorveglia, ci fermiamo in molti per sincerarci delle sue condizioni, ha male veramente e subito ci dirigiamo con un buon passo a cercare qualcuno dell’organizzazione per chiamare i soccorsi, cosa che hanno già fatto dei ragazzi passati prima di noi, presto arriverà l’ambulanza per prestare il primo aiuto… peccato, questo non ci voleva proprio…
Continuo la mia fatica un po’ scossa e dispiaciuta dall’episodio, dopo il bosco ci ritroviamo nuovamente sulla strada asfaltata dove ci si para davanti la prima vera salita, abbastanza lunga e impegnativa, l’umidità è veramente asfissiante, sono sudatissima e affaticata ma riesco a tenere un buon passo nonostante tutto e arrivo a scollinare abbastanza agevolmente.
Il percorso comunque è gradevole, impegnativo quanto basta per un ottimo allenamento, so che ci sarà presto la famosa salita ricordo del mio passato e infatti riconosco la strada che ci conduce fino al suo inizio, dove hanno posizionato un ristoro in cui mi fermo a prendere dell’acqua e dello zucchero, anche se mi spezza un po’ il fiato e faccio fatica a prendere il giusto ritmo, mamma mia quante curve, questa salita non finisce davvero più e si inerpica in maniera costante, quando arrivo in cima non riesco quasi a respirare ma c’è subito la discesa, che per quanto sia abbastanza odiosa e su di un tratto sterrato, aiuta a recuperare un po’ di forze.
Da qui infatti inizia la discesa costante verso l’arrivo, dapprima sulla strada asfaltata, che riconosco aver fatto in macchina per raggiungere il ritrovo, con inizialmente alcune curve e poi ecco che si affaccia il lungo rettilineo dove cerco di aumentare un po’ il passo, caspita devo capire come fare meno pena in discesa, forse al solito mi blocca un po’ la paura di incespicare e di finire lunga e distesa.
Presto si svolta nuovamente sullo sterrato, ultimo km ci dice il cartello, un lungo sentiero ci fa passare dietro una stalla e poi ecco nuovamente una piccola salita che mi taglia le gambe, un signore mi dice che mancano solo 500 mt, non ce la faccio quasi più ma da lontano vedo il campo sportivo dove c’è il traguardo e mi rincuoro un po’, forse aumento anche il passo più che altro per istinto, ed infatti in poco tempo mi ritrovo già al suo ingresso, vedo Samu con la macchina fotografica e allora improvviso una posa un po’ da zumba così so già che la foto verrà alquanto ridicola.
Acqua acqua acqua, datemi da bere che sono arsa, per fortuna al ristoro il beveraggio non manca e c’è anche un ottimo the freddo, anche le mele per dissetarsi, non riesco proprio ad avvicinarmi a pane e nutella talmente sono assetata.
Molti di noi sono già arrivati, li informo dell’infortunio di Matteo che troviamo all’uscita proprio in ambulanza, ha una caviglia concia mica male, tutti speriamo che non sia rotta e infatti non sarà così per fortuna, un in bocca al lupo a lui che si rimetta in forma, mica possiamo permetterci di perdere degli elementi così giovani e in gamba della nostra squadra.
Il tempo di cambiarmi, operazione sempre alquanto problematica soprattutto ora che tutto appiccica in maniera tremenda, arriva anche il babbo fresco come una rosa e una volta sul pezzo pure lui possiamo inforcare la trappolina, scapottata ovviamente, per riprendere la via di casa e goderci, dopo questa nuova e bella esperienza, la nostra meritata domenica di riposo.
Barby Runner

In questo periodo ci sono troppe gare tra serali e classiche della domenica, tanto che non riesco più a star dietro ai miei racconti, però oggi ho deciso di abbandonare la mia latitanza giornalistica e di dedicare un po’ di tempo a raccontarvi delle ultime gare, così in sintesi si può capire quanto siamo impegnati e quanto comunque siamo sempre sul pezzo.
Il Giro del Varesotto ha già visto scorrere tutte e 6 le tappe, Besnate, Castelletto, Gallarate, Somma, Quinzano e la tappa conclusiva a Casorate.
Queste gare serali vedono sempre la partecipazione di un migliaio di persone, tra minigiro, bimbo giro, giro competitivo e non, e ormai sono diventate delle classiche imperdibili per tutto il popolo di podisti della nostra provincia.
Finalmente possiamo dire di essere stati graziati dal tempo e nessuna di queste tappe è stata caratterizzata dalla pioggia, a Castelletto il meteo ci ha provato a darci contro ma fortunatamente qualcuno ha guardato giù e durante la gara siamo stati fortunati perché il cielo ha retto e ha deciso di scaricarsi successivamente mentre stavamo già tornando a casa.
Noi mezzanesi abbiamo partecipato in parte al competitivo (Giuliano, Stefano, Tiziano, Lorenzo), in parte al non competitivo con chip (Erika, Cristian e Tiziana), la maggior parte di noi invece si è iscritta di volta in volta creando comunque sempre un bel gruppone, come testimoniano le numerose foto sulla nostra pagina Facebook.
Anch’io ho partecipato a tutte le tappe iscrivendomi sera per sera, anche se a dire la verità mi sono un po’ pentita di non aver fatto almeno il non competitivo perché, al contrario dello scorso anno, ho fatto dei tempi abbastanza buoni, specialmente nelle tappe dove si sono presentate le mie adorate salite e in cui sono riuscita a dare il meglio, ossia sono riuscita a passare da versione bradipo morto a versione bradipo attivo.
Infatti tra le tappe che mi sono state particolarmente congeniali sicuramente Besnate, con le sue due belle classiche salite e dove ho potuto assaggiare la prima gara corta della stagione, ci ho messo meno di 25 minuti e sono stata anche molto bene, nonostante il freddo che ci ha un po’ dato fastidio soprattutto perché la partenza a causa di un inconveniente è stata ritardata di mezzora.
Poi è stata la volta di Castelletto, gara nuova per il giro del Varesotto e quindi inedita anche per noi corridori, che devo dire mi ha entusiasmato particolarmente, allorché mi sono trovata a percorrere il sentiero sul Ticino dove c’erano da affrontare due belle salitone che mi hanno visto passare un sacco di gente, tra cui la Lili che non poteva credere ai suoi occhi quando si è vista sverniciata dal bradipo biondo, tanto sapevo già che sul piano mi avrebbe poi ripreso perché è molto più veloce di me, infatti così è stato, ma è stato anche un bello stimolo per entrambi per non mollare, una competizione positiva per sfidare le nostre capacità.
A Gallarate, dove abbiamo partecipato davvero in tanti, anche le nostre mitiche camminatrici Marisa, Rosy e Grazia, il percorso non mi ha dato molta soddisfazione, a parte le vie del centro affollate di gente, non ho mai visto in effetti Gallarate così popolata e sicuramente suggestiva, il giro era tutto in piano ed era scosso da una quantità enorme di curve a gomito, i cambi di ritmo molto difficoltosi e quindi sono arrivata al traguardo abbastanza stremata.
La gara di Somma invece ci ha visti protagonisti nell’organizzazione, personalmente ho contribuito alla buona riuscita del ristoro, sempre efficiente e in grado di soddisfare fino all’ultimo concorrente con pane marmellata e nutella a volontà, mele e soprattutto quello che ha riscosso maggior successo è stato l’ananas, oltre all’immancabile beveraggio con acqua e the in abbondanza.
C’è chi poi ha contribuito a gestire il parcheggio, chi a fermare il traffico lottando contro la maleducazione della gente che pretende di passare nonostante i divieti, chi ha gestito la cassa, chi ha fatto l’apripista con la bici per le varie gare, chi ha fatto le premiazioni... insomma, un vero e proprio team, che ha sancito la buona riuscita della serata, anche come numero di partecipanti.
Poi c’è anche chi questa gara l’ha corsa, personalmente anch’io sono riuscita ad abbandonare il ristoro per farmi questi 5 km nella nostra Somma, bel percorso mosso attraverso luoghi conosciuti e frequentati durante i nostri allenamenti, per poi tornare ad aiutare alla fine della gara, a conclusione della serata e della nostra fatica abbiamo fatto una bella mangiata in compagnia, che in questi casi ci sta sempre bene.
La quinta tappa ci ha visto protagonisti in quel di Quinzano, dove i locali Runners hanno dato vita all’ormai immancabile ‘Corsa degli Asnitt’, anche in questo caso la presenza di podisti è stata massiccia e anche noi mezzanesi non siamo mancati all’appuntamento.
Il percorso era a me congeniale, infatti anche qui la presenza di due belle salite mi hanno dato modo di fare il consueto tira e molla con la Lili, che ho sorpassato sulla prima salita in maniera anche piuttosto agile, mantenendo un buon passo anche sulla seconda salita che era alquanto dura, dopodiché ovviamente gli ultimi 500 mt la Lili mi ha ripreso in velocità, ma abbiamo fatto un bello sprint finale e sulle foto che ci hanno fatto è bellissimo vederla arrivare al traguardo con me sullo sfondo che arrivo poco dopo, bella gara davvero.
Ultima tappa a Casorate, anche qui presenza in massa di noi mezzanesi, a cui si è aggiunta anche la cagnetta di Marisa giusto per dare un po’ di colore alla serata, pensavo di dover affrontare un percorso piuttosto piatto e invece non è stato così, è stato variato rispetto allo scorso anno con un giro di lancio, a causa del quale, per non accavallare i corridori, siamo stati tutti fatti partire nel medesimo istante, competitivi, non competitivi e iscritti la sera stessa.
Così il passaggio dal Municipio, dove era ubicata la partenza, è stato doppio, con una bella partecipazione di pubblico che non ha mancato di incitare tutti i corridori e il percorso si è snodato anche su qualche tratto sterrato, anche di fronte alle scuderie dove eravamo abituati a passare sempre durante i nostri allenamenti invernali.
Luigi mi ha affiancato per tutta la gara perché voleva fare una corsa tranquilla dice lui, secondo me invece non aveva ambizioni competitive solo perché Mario era assente, altrimenti sono convinta che non avrebbe fatto la gara al mio passo da bradipo ma avrebbe sputato un polmone pur di raggiungerlo.
Terminata la bella esperienza del Giro del Varesotto, abbiamo concluso la settimana con la corsa serale a Villadosia, qui abbiamo portato un bel numero si persone tanto da arrivare secondi tra i gruppi più numerosi e abbiamo potuto portare a casa una bella scatola piena di premi vari.
Il percorso era un po' complicato, quasi interamente boschivo, pieno di sassi e radici, ottimamente segnalati ma sicuramente non congeniali per me, visto le numerose discese ho deciso di prendermela con comodo per non disfarmi qualche caviglia e di fare un po' di recupero in salita come di consueto, ma davvero sono arrivata con tranquillità tanto che i ragazzi mi stavano già aspettando pensando che fossi caduta e invece no, stoica ho concluso la mia fatica e mi sono pure guadagnata un premio a sorpresa giusto per dimostrare che non serve arrivare primi per vincere qualcosa, l'importante è essere presenti.
La serata si è conclusa con un bel panino alla salamella, peccato la presenza delle zanzare che non ci hanno dato tregua, ma questo è il prezzo da pagare per avere una serata calda, forse questa volta anche fin troppo.
Ma non lamentiamoci, ci aspettano ancora tante gare serali in questa estate, che finalmente è arrivata, da vivere come sempre tutti in compagnia.
Barby Runner