Podistica Mezzanese A.S.D. Podistica Mezzanese - Somma Lombardo

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Benvenuto, amico Runner!

La nostra storia comincia nel 1982, quando un gruppo di amici della parrocchia di Mezzana con la passione per la corsa si riuniva al Circolo dell'Oratorio. La domenica ci si ritrovava per correre tra i boschi della zona per passare dei momenti di svago e di allegria. 

Nel 1996 nasce l'attuale "Gruppo Podistico Mezzanese" che inizia con un gruppo ristretto di 15 persone: l'avventura prende il via proprio con l'iscrizione alle corse del "Piede d'Oro" e questa grande passione viene trasmessa di domenica in domenica ad altre persone, tanto che il nostro gruppo oggi conta circa cento iscritti.

 

La nostra società è anche iscritta alla FIDAL, così può dare la possibilità a tutti gli iscritti di partecipare a importanti eventi nazionali ed internazionali (mezze maratone e maratone), dove i nostri atleti hanno ottenuto ottimi risultati e dove non mancheranno ancora in futuro di portare il nome della nostra podistica in giro per il mondo.

MOONLIGHT HALF MARATHON - LA PRIMA MEZZA DELLA MANU


Dopo tanta trepidazione, è arrivato anche il weekend della Moonlight Half Marathon di Jesolo; previsioni meteo ancora una volta disastrose, 3 dei 4 partecipanti non proprio in forma, ma come al solito partiamo fiduciosi per questa nuova avventura... si perché un week fuori porta abbinato ad una gara può essere solo un’avventura e noi speriamo di poterla ricordare a lungo.

I partecipanti alla trasferta avrebbero dovuto essere sicuramente di più, ma tra podisti effettivi e accompagnatori ce ne siamo persi qualcuno strada facendo e alla fine siamo rimasti Barby, Manu, Grazia, Mario, Gino e la sua famiglia, quanto basta per fare una chiassosa compagnia.

Si parte presto sabato mattina, alle 6e45 siamo già in autostrada diretti a Jesolo, il viaggio è lungo e l’incognita traffico è sempre in agguato: già da subito capiamo quale potrà essere il clima della gita fuori porta, Mario si ritrova in macchina tre donne e credo che avrebbe montato un dispositivo di espulsione passeggeri, se solo avesse saputo che la Barby e la Manu si sarebbero ben presto trasformate da mature quarantaXenni a liceali in gita, che solitamente lasciano a casa quella parte di cervello che include la razionalità.

Non vi sto a raccontare i dettagli altrimenti non ne usciamo più, vi dico solo che le risate sono state tante, come pure le canzoni cantate a squarciagola e tra sosta per colazione, un tratto di coda vicino a Vicenza e sosta pipì, raggiungiamo Jesolo verso le 11, dove decidiamo subito di recarci al Moonlight Village in Piazza Mazzini per il ritiro dei pettorali.

Appena scendiamo dalle auto ci accorgiamo che fa caldissimo, meglio che l’uragano previsto, la speranza è che il tempo tenga fino alla fine della gara, anche se la preoccupazione per l’afa e l’umidità non è proprio trascurabile.

Il ritiro dei pettorali è veloce e senza intoppi, ho già fatto questa gara e l’organizzazione si è rivelata ottima, del resto chi organizza la Venice Marathon non può essere un principiante visto la complicazione logistica che un evento di questo genere comporta.

Qualche problema a cercare l’albergo, ma subito risolto con soddisfazione visto che mi rendo conto di aver prenotato un hotel vicinissimo alla partenza delle navette e all’arrivo della gara, mi complimento da sola e in men che non si dica siamo nelle nostre stanze a rifocillarci un attimo prima di un buon pranzo che sarà per noi atleti a base di pasta, come prevede la giusta dieta del maratoneta.

Al pomeriggio abbiamo anche tempo di andare tutti in spiaggia, il sole è quello di agosto, il mare ci invita a farci anche un bagno, la tintarella è assicurata e anche un po’ di relax è utile per non pensare che tra poco tempo saremo in pista per affrontare la fatidica distanza dei 21,097 km., chi per l’ennesima volta, chi come la Manu per la sua prima assoluta e se per noi l’emozione è per qualcosa che conosciamo, per lei è per una fatica sconosciuta, quindi è facile immaginare le sensazioni e i pensieri che in queste ore affollano la sua mente.

Emozione che diventa ancora più tangibile quando ritorniamo in camera per preparare la sacca per recarci alla partenza delle navette, non so quante volte abbiamo guardato e riguardato se abbiamo preso le scarpe, il pettorale e tutto il necessario, io ho pure lasciato a casa il reggiseno sportivo, sai che bello farsi una mezza maratona con quello in pizzo e ferretto, le podiste mi possono capire, e nel delirio di indumenti lasciati sparsi per tutta la camera finalmente decidiamo che basta, quello che è preso è preso, sono le 16e30 e dobbiamo andare alla navetta altrimenti ci lasciano giù e farsela a piedi fino a Cavallino non è sicuramente auspicabile.

Alla navetta ci accompagna anche Mario che alla fine ha deciso di non correrla, anzi, è il suo ginocchio messo male che ha deciso per lui, che magone salire su quel bus e vederlo dal finestrino che ci saluta, avremmo voluto portarlo con noi per vivere insieme non solo la gara, ma anche i momenti che la precedono che chi corre sa quanto possono essere meravigliosi e allo stesso tempo divertenti, ma scacciamo dalla nostra mente questa malinconia sapendo che sarà al traguardo ad aspettarci e ad incitarci a percorrere gli ultimi metri che sono i più difficili.

In mezzoretta il bus ci porta a Cavallino, dove già troviamo tanti podisti nonostante manchino ancora 2 ore alla partenza, c’è già un ristoro allestito con sali minerali, acqua, biscotti, addirittura ci danno una cremina antisfregamento e solo io so quanto ne ho bisogno oggi visto il mio push up, abbiamo tutto il tempo per rilassarci e decidiamo di farlo in riva al mare, la laguna è uno spettacolo mozzafiato con i raggi del sole che si specchiano nelle sue acque, i gabbiani e le barche che la percorrono lentamente.

Man mano che l’ora della partenza si avvicina l’emozione aumenta, i preparativi incalzano, ho le scarpe nuove che non riesco ad allacciare correttamente, prima sono troppo strette, poi troppo larghe, il tutore al tendine è fastidioso come al solito ma lo devo mettere se voglio salvarmi la gamba, la mia tibia non si fa sentire forse grazie anche all’arnica che mi ha dato la Manu, è incredibile quanto sia rifornita di medicamenti vari e assolutamente naturali nonostante sia una novella podista.

Venti minuti prima della partenza ci salutiamo con Gino che partirà dalla gabbia 3, io e Manu siamo nella gabbia 4, andiamo a raggiungerla, il serpentone schierato è già lunghissimo, si parla di 3000 presenze, il tempo regge, fa molto caldo, a un certo punto sentiamo le note dell’Inno di Mameli che ci mette i brividi, cantiamo tutti insieme, le mani si alzano più di una volta ad applaudire, io e Manu ci abbracciamo per farci un in bocca al lupo, improvvisamente il serpentone si muove, sentiamo lo speaker che ci incita, ma siamo già partiti oppure no, si forse lo siamo, lentamente il gonfiabile si fa più vicino e la voce più forte, dai che andiamo, passo sotto e via che comincio a prendere il mio passo, c’è tanta gente che ci applaude, ci saluta, uno sguardo alla laguna che sta diventando rossa per il tramonto, quasi piango dall’emozione ma poi cerco di riprendermi subito, dai Barby di tempo per piangere non ce n’è adesso, devi correre!!!

I primi km sono incredibili, tengo la musica bassa nelle orecchie per sentire i passi della gente e i commenti intorno a me, per ammirare il serpentone che si snoda lungo il canale lagunare, passiamo alcune frazioni di Cavallino Treporti, Ca’ Ballarin, Ca’ Savio quelli che mi ricordo, alcuni ponti che fanno da saliscendi e dove c’è assiepata gente che ci applaude, cerco di ascoltare le prime sensazioni fisiche e mi accorgo che la mia tibia c’è e si sente, mi fa male pure il polpaccio ma cerco di non pensarci anche se la cosa mi deprime un pochino.

Non ho un cronometro al polso e quindi non posso verificare la mia velocità se non premendo il tasto dell’Ipod e decido di farlo solo al km 10, la tipa della Nike mi dice che sono a 55 minuti, bene penso, è la mia andatura per fare il mio solito 1e55, mi risollevo con il morale e mi accorgo anche che la tibia non fa più male, forse si è scaldata e non la sento più, ora mi sento più positiva e sono caricata quando passiamo nel centro di Cavallino dove c’è una band di ragazzi che suona a tutto volume, la gente che applaude ed ecco che ci immettiamo in un viale alberato, illuminato da enormi lampade predisposte dall’organizzazione, che ci porta verso il ponte sopra il Sile, unica asperità del percorso che affronto con energia e senza difficoltà, la strada devia su di un piccolo tratto sterrato che ci fa passare sotto questo ponte, verso il porticciolo che ci fa da ingresso al Lido di Jesolo, i km sono 14, sto bene ma come dico sempre, la mezza è bastarda e in un attimo tutto può cambiare.

Infatti, dopo un primo rettilineo, arriviamo a una rotonda che ci immette su un secondo rettilineo, dove noto subito che c’è un’andata e un ritorno, infatti vedo dall’altra parte Gino che chiamo a gran voce, dopo capirò che io in quel punto sono al km 15, mentre lui è già quasi al km 18… questa scelta dell’organizzazione di sostituire il passaggio sulla spiaggia, come avveniva lo scorso anno, bellissimo e suggestivo, con questo rettilineo da percorrere nei due sensi, per me è stata veramente infelice… infatti l’impatto psicologico è intenso, accuso il colpo perché il rettilineo mi pare non abbia più fine, non riesco a vedere la boa per l’inversione di marcia, inoltre vedo dall’altra parte il cartello dei 17 km e quindi, non avendo ancora visto il cartello dei 16, nella mia testa penso a quanto manca e questo fa male.

Finalmente il cartello dei 16, poi la boa, guardo le facce dei podisti che stanno percorrendo ancora l’andata e vedo sofferenza, credo che non sia piaciuto a nessuno questo maledetto rettilineo, poi il cartello dei 17 e mi appare la Madonna, no penso, devo lasciarla qui perché la deve vedere anche la Manu, è la sua prima mezza e la visione celeste è contemplata… non mollare Barby tra un po’ c’è l’ingresso in Via Bafile e sai che l’atmosfera cambia, ci sarà più gente, più luce, più colore… sicuramente tutto questo c’è, ma conoscendo perfettamente questo viale, so anche cosa mi manca… Piazza Nember, Piazza Aurora e poi arriva Piazza Mazzini, un altro rettilineo che non finisce più, devo star attenta al terreno sconnesso, eravamo stati avvisati alla partenza, le gambe non mi si alzano più ma cerco di mettere un passo davanti all'altro con le poche energie che ho ancora in corpo... dai che tra un po' vedrò i ragazzi che mi aspettano e questo pensiero mi aiuta ad andare avanti... 19... 20, la gente ai bordi della strada comincia ad aumentare e ad essere più rumorosa, sento da lontano la musica...

Improvvisamente scorgo da lontano, accanto al cartello dei 21, Mario, Grazia, Lorella e Luca, mi vedono, mi incitano a gran voce, Mario tenta di farmi una foto ma per la mia folle velocità (!?) non riuscirà a immortalarmi... vai Barby mancano quegli ultimi fatali 97 metri, la gente mi urla forza, brava, ecco il gonfiabile, passo sotto... è finita, ce l'ho fatta, il cronometro mi dice 2h03, la tipa della Nike mi da il real time 2h01, che schiappa che sono, ma soprattutto sono a pezzi, riesco a camminare verso l'uscita delle transenne mentre gli organizzatori mi mettono in mano acqua, sali minerali, la medaglia che pesa due tonnellate, un altro sacchetto con dei viveri.

Lentamente ritorno al cartello dei 21 per raggiungere i ragazzi, voglio aspettare con loro la Manu, sono la madrina della sua prima mezza, ho promesso che l'avrei aspettata e ho intenzione di raccogliere le ultime forze per vedere il suo arrivo, anche se mi reggo a malapena in piedi... ci raggiunge anche Gino che si era un po' perso nella folla e insieme ci appoggiamo alla transenna, sguardo verso il rettilineo per scrutare l'orizzonte... arriva arriva... no non è lei... arriva arriva, ma dai la Manu ha i pantaloncini, non i pinocchietti... arriva arriva... ma non vedi che è un uomo?

A un certo punto Mario scavalca la transenna, dice che così la può vedere meglio se arriva... Manu dove sei... abbiamo tutti il cuore in gola... vedrai che ce la fa, ce la deve fare... arriva arriva... no, dico io, i pantaloncini sono troppo corti... no no è lei, dice Gino... è lei è lei... Manu... la chiamiamo tutti a gran voce... dai, forza, ce l'hai fatta, brava, grande... lo sguardo della Manu è perso, si vede che non ne ha davvero più, Mario le si affianca e nonostante il ginocchio malandato l'accompagna di corsa fino al traguardo, credo che le abbia dato quel briciolo di energia che le serviva per arrivare sotto il gonfiabile... grandissima, ce l'hai fatta, non importa il tempo che ci hai messo, la tua forza è stata più grande della tua preparazione, così come la tua determinazione.

La raggiungiamo tutti per abbracciarla, la troviamo seduta a terra che cerca di radunare le ultime forze, riconosco la fatica nel suo sguardo ma anche la tanta soddisfazione... che bello, come madrina della tua prima mezza sono felice che tu l'abbia portata a termine, ora sai cosa vuol dire fare una mezza maratona, la prossima sarà ancora più bella, riuscirai ad affrontarla con un'ottica diversa e con tanto entusiasmo.

Il resto dell'avventura lo riassumo in due righe, ritiro canotte della manifestazione, ritorno in albergo, rifocillata, mangiata in compagnia, risate, comincia a piovere alla una di notte, a letto tardissimo, risveglio prestissimo, stretching in camera mentre la bora sfreccia dietro le finestre, il mare è in tempesta, colazione con due brioches, un giro per Jesolo per vedere le vetrine, un giro all'acquario, altra mangiata di calamari fritti, si sale in macchina per il ritorno a casa, ancora casino, risate, cantate e finalmente Mario ci scarica a casa, grazie per la sopportazione, grazie a tutti per la bella esperienza, alla prossima ragazzi, vi voglio bene.

Barby Runner



LA SCARPINATA DI CUVEGLIO

Dopo una settimana di vacanza, dove comunque ho avuto modo di fare i miei allenamenti in location marittima, stamattina ho proprio voglia di tornare a fare una bella gara in compagnia e di vedere, oltre a tutti i mezzanesi, anche le altre facce conosciute che solitamente incontro al Piede d'Oro.

Così decido di andare a Cuveglio, nonostante le previsioni meteo nefaste a cui abbiamo fatto ormai l'abitudine e la mia non-forma fisica; infatti, dopo il bellissimo allenamento fatto sul lago di Comabbio con Pito e Sasà, mi ritrovo con un fastidioso mal di schiena e con un altrettanto invadente dolore alla tibia che mi si ripresenta da qualche tempo... ma io sono cocciuta come un mulo e come tutti i podisti convinti, vado di Voltaren per esserci sempre e comunque.

Babbo e mamma mi vengono a prendere alle 7e15, ce la prendiamo comoda perché la strada da fare è comunque tanta, il tempo nonostante tutto sembra buono, è nuvolo ma qualche occhiata di sole si affaccia timidamente. Più ci avviciniamo però a Cuveglio, più appaiono all'orizzonte dei nuvoloni neri abbastanza inquietanti, ma noi non ci facciamo scoraggiare, ormai siamo in ballo e dobbiamo per forza ballare.

Arrivati a Cuveglio pioviggina leggermente, niente di che, però il clima è veramente freddino... ancora una volta si presenta il dilemma di cosa indossare per la gara, manica lunga, manica corta, che stress, la paura è di avere o troppo caldo o troppo freddo, visto che c'è anche un'ariettina frizzantina... decido per la manica lunga e sopra la canotta della Podistica con scritta Barby Runner che non può mancare.

Sul posto ci sono già Manu, Grazia e Ettore che oggi fanno servizio, poi man mano arrivano tutti gli altri mezzanesi, siamo un bel numero, anche gli altri partecipanti sono abbastanza numerosi, anche se la lontananza del posto e il meteo avrà sicuramente scoraggiato un po' di persone.

Eccoci tutti schierati alla partenza, neanche il tempo di scambiarci due battute che ci coglie di sorpresa lo sparo e via che si parte.

I primi km sono sull'asfalto, attraversiamo il paese e ci troviamo dall'altra parte della vallata, c'è una salita abbastanza insidiosa che decido di prendere con calma, non ho nessuna velleità di agonismo visto il mio stato di forma, ho voglia solo di fare un bell'allenamento e soprattutto di arrivare sana e salva al traguardo visto che sabato prossimo mi aspetta la Moonlight Half Marathon di Jesolo. So già che il Vitto me ne dirà quattro, visto che mi ha già superato, sono contenta che può arrivare al suo obiettivo di passarmi sopra le orecchie, giustamente per chi vive la corsa come competizione sono soddisfazioni non indifferenti.

Appena si entra nel bosco il fondo diventa più insidioso, ovviamente ci aspettavamo la presenza di fango e sassi scivolosi, oltre che piccoli fiumiciattoli da guadare, ma niente a confronto della scarpinata che poco dopo ci si para davanti, ecco la famosa salita di cui parlavano tutti alla partenza, non avendo mai fatto questa gara non sapevo come sarebbe stata... non si riesce assolutamente a correre da quanto è impervia, sicuramente i mega campioni ce la fanno ma io anche no.

Con Giuseppe dell'Arcisate ci facciamo due risate, siamo tutti in processione e tra un po' sicuramente vedremo la Madonna, no anzi, ne vedo due, ovvero la Manu e la Grazia che stanno annotando i numeri dei pettorali di chi transita, mi dicono che la salita è finita per fortuna, infatti finalmente si scollina e mi appare il ristoro dove mi riprendo con un the caldo.

Qui inizia la discesa, prima su ciottolati e fango abbastanza insidiosi, infatti cammino per non pregiudicare la mia tibia, poi inizia una lunga discesa asfaltata che comunque soffro; il Luigi, dopo un lungo tira e molla del tipo io lo sorpasso in salita e lui mi sorpassa in discesa, finalmente mi può passare definitivamente, anche se riesco sempre a scrutarlo da lontano, mi passa anche Paola dell'Atletica Casorate che in discesa è una potenza, aspetto Sasà che arriva in volata, e ci accompagnamo fino alla fine del percorso... dobbiamo ancora affrontare una salita di ciottolati, parecchi saliscendi, c'è anche un passaggio vicino a una cascata molto suggestivo, volevo fermarmi a fotografarla ma poi ho pensato che non sarei arrivata più, va bene la non competizione, ma arrivare proprio quanto stanno smontando il ristoro non è molto gratificante.

Finalmente ci appare il paese, due ragazzi del Casorate, che sono già arrivati e stanno ritornando a ritroso sul percorso mi danno coraggio e mi accompagnano per un pezzo, vedo Mario che nonostante il ginocchio cionco è tornato indietro a prendere il Luigi, vedo Paola e Alberto che sono già arrivati e tante facce conosciute, ancora un giro ed ecco il campo sportivo dove c'è l'arrivo sulla pista di atletica, un po' disastrata a dire il vero, con Sasà ci prendiamo per mano e tagliamo il traguardo. Che faticaccia, ma l'ho portata a casa anche questa, con calma e per favore, grazie a Giove Pluvio che non ci ha punito.

Ora possiamo rifocillarci tutti al ristoro, salutarci e ritornare alle macchine, anzi, io ritorno nella struttura che ha ospitato la partenza a recuperare mamma e babbo che arriverà poco dopo, scopro con immenso piacere che la mamma ha scovato ancora una volta la pasticceria del posto e mi ha comprato dei fantastici biscottini, la presenza della mamma è sempre utile non c'è che dire, anzi direi indispensabile.

Presto arrivano anche Ettore, Manu e Grazia che aspetteranno le premiazioni del nostro gruppo, come sempre va a voi il nostro ringraziamento visto che vi impegnate tanto in questi eventi domenicali... ora ci aspetta Jesolo, un in bocca al lupo ai fantastici quattro che parteciperanno alla Mezza Maratona con un messaggio a Gino, l'unico sano del gruppo (in senso fisico, non mentale!!!), che ci dovrà trainare e un incrocio di dita a noi tre (Mario, Manu e Barby) di una pronta ripresa dai rispettivi acciacchi... comunque vada, so che ci divertiremo.

Barby Runner

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